Per i pochi che non lo sanno, comunico che l’iPhone è finalmente arrivato in Italia nella versione 3G utilizzabile anche nelle reti telefoniche nostrane.
Questo ennesimo gioiellino di tecnologia Apple possiede caratteristiche che lo rendono l’oggetto del desiderio di tanti, caratteristiche ampiamente pubblicizzate dalla macchina da guerra di Steve Jobs.
- L’aspetto innanzitutto: Apple da sempre confeziona i propri gingilli con uno stile invidiabile e sicuramente riconoscibile. All’aspetto poi va aggiunto la cosiddetta “Apple difference”: ogni prodotto Apple è un evento che viene amplificato da una parte degli utenti che letteralmente adorano il marchio
- L’interfaccia multi-touch rivoluziona il concetto stesso di interazione con un apparecchio elettronico
- E’ pensato per funzionare su internet: web browser, client e-mail, navigatore con GoogleMaps e tantissime altre applicazioni internet sono di serie e ottimamente funzionanti
- L’AppStore permette di comprare agevolmente nuovi componenti software ed installarli sul nostro gingillo
Si chiama i-doser ed è sempre più argomento di conversazione in rete e fuori. La chiamano “nuova droga virtuale” e prevedono scenari disastrosi a causa dell’abuso di questo nuovo stupefacente, unico nel suo genere.
Sì, unico perché a differenza delle altre droghe questa si può facilmente scaricare da internet. Si tratta di comuni file MP3 da ascoltare in cuffia che riproducono una sequenza di suoni tale da indurre nel cervello uno stato di alterazione simile a quello delle droghe chimiche.
L’allarme è stato lanciato in Italia da TGCom, in un articolo (potete leggerlo qui) che lascia quantomeno perplessi, articolo comunque ampiamente commentato dal cacciabufale Paolo Attivissimo.
Io non voglio ripetere quanto già scritto e mi sono preso la briga di cercare le radici di questa notizia. La giornalista del TGCom ci spiega che questo fenomeno è nato in USA e si sta espandendo in Europa partendo dalla Spagna. Con Google come strumento d’indagine mi metto sulle tracce di i-doser pronto a sporcarmi le mani infiltrandomi nei bassifondi del web.
